La mia esperienza nella via degli dei, perchè farla e cosa portare

PREAMBOLO

Gli ultimi 5 mesi sono stati difficili, credo di aver imparato qualche lezione, ma molte energie se ne sono andate, mi serviva qualcosa che mi permettesse allo stesso tempo di recuperarle e che mettesse un pochino in gioco, di nuovo. Così quando un sabato mattina un paziente in ospedale ci regalò la guida alla via degli dei, ho sentito che quella poteva essere la strada giusta. Ho iniziato così non solo a leggerla ma a cercare più informazioni sulla suddivisione delle tappe e dove dormire, dove poter mangiare e cosa portarsi dietro, anche se l’esperienza del Cammino di Santiago già era un bel bagaglio di esperienza, soprattutto sul cosa NON portare. A questo proposito consiglio di vedere i video sul canale “the walking nose”, il ragazzo è simpaticissimo ed è stato un piacere ascoltare le sue esperienze sulla via degli dei.

PER COMINCIARE: COS’É LA VIA DEGLI DEI

Sul crinale tra Setta e Savena, gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) un’antica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana.  Poi i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma attraverso gli Appennini: sul precedente tracciato etrusco costruirono nel 187 a.C. con il console Caio Flaminio una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare (fonte sito ufficiale via degli dei). Nel dopoguerra il nome “via degli dei” veniva usato per indicare la strada provinciale 59, che nell’Appennino bolognese risale il crinale già accennato all’inizio, e percorre una dorsale i cui nomi ricordano divinità pagane: monte Adone, Monzuno (Mons Jiunonis), monte Venere, monte Luario. Tale nome fu poi adottato dagli ideatori del percorso attuale, i quali scelsero di andare da Bologna a Firenze a piedi seguendo il percorso più diretto tra le due città, ricalcando in parte la via Flaminia Militare, che pochi anni prima era stata riscoperta da Cesare Santi e Franco Agostini. Per ragioni naturalistiche e per evitare strade trafficate, si scelse in alcuni tratti di deviare dal percorso romano. Questo fa sì che la Via degli Dei coincida con la Flaminia Militare per il 65%, ed è possibile attraversare alcuni tratti di basolato ben conservati.

un tratto della Via Flaminia Militare

LE TAPPE, IL TIPO DI TERRENO, L’ALLENAMENTO

Altimetria della Via degli dei

La guida di Simone Fregnani di “Terre di Mezzo”, suddivide il percorso in sei tappe:

  1. BOLOGNA-MONTE ADONE: Km 24.9 difficoltà media
  2. MONTE ADONE-MADONNA DEI FORNELLI: 23.9 Km, difficoltà impegnativa
  3. MADONNA DEI FORNELLI-PASSO DELLA FUTA: 14.8 km, difficoltà media
  4. PASSO DELLA FUTA-SAN PIERO A SIEVA: 22 Km, difficoltà media
  5. SAN PIERO A SIEVE-VETTA LE CROCI: 18.6 Km, difficoltà impegnativa
  6. VETTA LE CROCI-FIRENZE: 17.1 Km, difficoltà facile

La guida è ben fatta, riporta alcuni b&b dove poter alloggiare per ogni tappa, compresi alcuni camping; il mio consiglio è di informarvi anche su internet, perché l’esperienza di chi l’ha fatto e dei posti dove ha pernottato è nettamente migliore di chi scrive le guide, senza nulla togliere al lavoro che c’è dietro, noi ad esempio ci siamo fermati in un b&b che non era nella guida, ed è stato uno dei migliori in cui sono stato (cammino di Santiago compreso); La via degli dei si sviluppa per il 70% su sentieri, in gran parte attraverso zone montagnose, fino ad un massimo di 1200m, il percorso è bene segnato, fa eccezione il primo tratto da piazza Maggiore fino a San Luca, dove non c’è nessun cartello “via degli dei”, per me che conoscevo la strada nessun problema, ma i compagni vicentini me lo hanno fatto notare, segnaletica che parte dal parco Talon, lì si trova il primo cartello con scritto proprio “via degli dei”, per il resto il percorso è sempre ben segnalato, noi abbiamo sbagliato solo in un punto la mattina del terzo giorno, alla partenza da Monte di Fo, allungando di 1 km e mzzo, massimo 2, per il resto siamo sempre andati bene.

Ritorniamo un attimo alla suddivisione delle tappe, la scelta più classica e standard che troverete anche online è impostata su 5 giorni:

  1. BOLOGNA-MONTE ADONE
  2. MONTE ADONE-MADONNA DEI FORNELLI
  3. MADONNA DEI FORNELLI-MONTE DI FO
  4. MONTE DI FO-SAN PIERO A SIEVE
  5. SAN PIERO A SIEVE-FIRENZE

Alcune note su questa suddivisione: per la prima tappa la maggior parte dei pernottamenti sono prima della salita al Monte Adone, o comunque a Badolo, che si discosta leggermente dalla via degli dei principale. Se uno si ferma prima del Monte Adone affronta la salita nella seconda tappa, quando è più fresco, a livello di energie, personalmente, e ci siamo trovati bene, abbiamo affrontato la salita al Monte Adone, siamo scesi e ci siamo accampati al circolo Monte Adone, in fin dei conti nella prima tappa escludendo la salita verso San Luca poi si fa un pezzo in discesa e poi è tutta pressoché piatta, fino appunto ai piedi del Monte Adone. Consiglierei infine di non fermarsi a San Piero a Sieve, questo perché nell’ultima tappa ci sono comunque delle salite da affrontare (quella al monte Senario e a poggio pratone, e metterci anche un pezzetto di salita che c’è dopo San Piero a Sieve può essere stancante, meglio aggiungere 8 km alla tappa MONTE DI FO-SAN PIERO A SIEVE, così da risparmiarseli il giorno dopo, e pernottare a Tagliaferro, qui non c’è niente a livello di supermercati, ma se parlate con i b&b vi faranno qualcosa loro. In alternativa potete prendere il cibo a San Piero a Sieve dove ci sono supermercati. Per il resto mi sembra che sia ben bilanciata come suddivisione delle tappe.

Veniamo ora alla suddivisione in 4 giorni, quella che ho fatto io con i ragazzi di Vicenza conosciuti lungo la via:

GIORNO 1: BOLOGNA-CIRCOLO MONTE ADONE

GIORNO 2: CIRCOLO MONTE ADONE-MONTE DI FO

GIORNO 3: MONTE DI FO-PODERUZZO (Tagliaferro)

GIORNO 4: PODERUZZO-FIRENZE

Farla in 4 giorni significa tirarla, perché vi toccherà una tappa da quasi 40 km, noi abbiamo optato per unire la seconda e la terza, proseguendo oltre Madonna dei Fornelli, fino a Monte di Fo, il mio orologio Garmin, in termini di passi, alla fine ha segnato 42.4 km quel giorno, nel punto dove ci siamo fermati. Per chi vuole farla in 4 giorni a mio avviso è la scelta ottimale, c’è da fare un bel po’ di salita, ma poi si scende dolcemente fino a Monte di Fo, l’alternativa, sempre per chi vuole farla in 4 giorni, è unire la terza e quarta tappa, quindi fermarsi a Madonna dei Fornelli e poi fare MADONNA DEI FORNELLI-SAN PIERO A SIEVE. Il ragazzo di “the walking nose” dice che questa suddivisione ha senso, perché prima è tutta salita, e poi tutta discesa, io però non la consiglio, perché la parte in discesa in molti tratti non è bellissima, e ritrovarsi a fare quella discesa dopo la salita verso il passo della futa secondo me a mette un bel po’ sotto sforzo i quadricipiti.

Passiamo ora all’allenamento per la via degli dei: come tutti i cammini anche questo merita un periodo di allenamento, la via degli dei è un continuo alternarsi di salite, discese e tratti in piano, in ogni tappa, quindi io consiglierei qualche settimana prima di iniziare a camminare magari tutti i giorni, e soprattutto una settimana dedicarla a camminare con lo zaino carico, per simulare il più possibile le condizioni in cui vi troverete, inoltre così facendo eviterete vesciche che possono crearsi una volta iniziata la via degli dei.

LO ZAINO

Direi che questo è l’elemento più importante quando si decide di partire, sia per il tipo di zaino in sé sia se vogliamo intenderlo sulle cose da portarsi dietro. In linea generale è consigliato di stare sui 10 kg come peso, questo poi varia a seconda del periodo scelto per fare la via degli dei, perché in autunno o primavera magari necessiterà di qualche ricambio in più, oltre che di materiale più pesante. Comunque, il volume dello zaino: se decidete di pernottare nei b&b o negli affittacamere, basta anche uno da 30L, io l’anno scorso, ipotizzando di tornare sul Cammino, avevo comprato dalla Decathlon uno da 50L che costava quasi 50€, quindi mi sarei tenuto quello a prescindere, senza comprarne un altro. Il volume alto (50-60L) è consigliato se decidete di partire in tenda.

Per l’equipaggiamento io mi sono portato:

  • 2 magliette a maniche corte
  • 2 pantaloncini corti
  • 1 maglietta a maniche lunghe
  • 1 maglietta a maniche corte per la notte
  • Una felpa
  • 1 giacca antivento/anti pioggia
  • 1 copri zaino
  • 1 paio di sandali buoni anche per camminare, questi ce li avevo dal Cammino di Santiago (in alternativa è consigliato di portare le infradito o comunque un paio di ciabatte)
  • 1 costume (alcuni camping /b&b hanno anche la piscina)
  • KIT PER MERGENZE E IGIENE PERSONALE(dentifricio piccolo, spazzolino, filo interdentale, garze, Hypofix, brufen, crema riscaldante da utilizzare prima e a fine camminata, crema per il sole, Autan per le zanzare, integratori di magnesio e potassio, salviette umidificate)
  • Caricabatterie, torcia frontale e mini torcia normale
  • MATERASSINO
  • GUIDA di “terre di mezzo”
  • Quadernino dove poter scrivere un mini resoconto della giornata

Ci tengo a precisare due cose: la prima è il periodo in cui l’ho fatto (8-11 agosto), quindi dove si presume che le temperature siano alte e che le probabilità di pioggia siano basse, in ogni caso il ki antipioggia va sempre portato, io ho optato per il binomio coprizaino e giacca antivento/antipioggia, questo perché il poncho lo avevo portato nel Cammino di Santiago e l’ho trovato scomodo, qui sono gusti, c’è chi si trova molto bene anche con il poncho, io non mi ci sono trovato benissimo, inoltre se si è da soli è sicuramente più comoda la versione coprizaino+ giacca antivento. L’altra cosa, che sicuramente vi farà strizzare gli occhi, è che NON HO VOLUTAMENTE PORTATO il sacco a pelo. E qui scatta la domanda “MA PERCHÉ?!!!”, primo perché dormivo in tenda, quindi non ero soggetto a nessun obbligo diciamo, secondo perché, visto che appunto sono partito ad agosto speravo che la notte non facesse così freddo, in fondo sono 3-4 notti, quindi si può anche resistere. Il sacco a pelo che ho a casa ha un escursione che va dai -4 a + 11, quindi in questo periodo avevo il timore di sudarci. Infine avrei risparmiato quasi 700 gr di peso, che non sono pochi. Ho fatto bene? a posteriori posso rispondere NI, nel senso che un po’ di freddo l’ho sentito, e ho fatto fatica a dormire nella seconda parte della nottata, più che altro perché non avevo i pantaloni lunghi, ma rifarei la scelta anche ora, 3 notti di non perfetto riposo si possono sopportare. Per chi va nei b&B consiglierei di valutare l’opzione sacco letto, pesa molto meno, sembra anche più comodo del sacco a pelo e costa meno, anche quello si trova da Decathlon, e sinceramente lo avrei preso. Tutto ovviamente cambia se decidete di partite in autunno o in primavera, lì forse il sacco a pelo è necessario, ma vi ripeto, l’opzione sacco letto non è da scartare a priori.

IN TENDA O NEGLI ALLOGGI?

Premetto che io sono stato quasi obbligato a partire in tenda, perché facendo qualche telefonata negli alloggi presenti nelle prime due tappe del cammino l’ho trovati pieni, agosto è un periodo molto gettonato e va addirittura prenotato con quasi un mese e più di anticipo, altrimenti sarei andato sugli alloggi che comunque ci sono lungo la via. Certo non aspettatevi cose tipo Cammino di Santiago, dove ogni paesino ha sicuramente un ostello dove pernottare e non c’è bisogno di prenotare. Concludendo io ho preso la tenda da due posti alla Decathlon, prezzo 28 €, davvero comoda, costa poco, pesa 2.4 Kg, ed è facile da montare (se volete “the walking nose” ha fatto un video anche su questo). Certo, se si è in due ci si può spezzare il contenuto della tenda ed è meglio, ma io non avendo questa opzione me la sono portata per conto mio.  Questo mi ha permesso anche di conoscere lungo la via prima Andrea, poi Mattia e Jacopo, tutti e tre del vicentino e tutti e tre con la tenda, visto che il passo più o meno era lo stesso (diciamo che loro andavano davvero forte e mi sono dovuto impegnare a stargli dietro 🙂 ) abbiamo fatto le tappe insieme, ciò ha reso questa prima esperienza sulla via degli dei davvero unica.

In altri periodi dell’anno sicuramente è più facile trovare posto, ma in ogni caso una telefonata datela.

L’ACQUA E IL CIBO

Scegliendo di partire ad agosto è inevitabile che l’acqua ha molta importanza, si suda e ad un certo punto il sole si fa sentire, io sono partito con 2L di acqua, e durante le varie tappe le bottiglie erano quasi sempre piene, a seconda del fatto che mi sarei fermato in un certo punto mi tenevo un litro di acqua. Magari al mattino, nelle ore più fresche, partivo scarico, con mezzo litro di acqua, e alla prima pausa ricaricavo. Anche qui non è come sul Cammino dove ogni paesino ha la sua fontana, l’acqua non è che scarseggia, ma passa un bel po’ prima di una fonte, quindi fate in modo di averla sempre con voi. Per il cibo a parte il primo giorno che mi ero portato un mega panino per pranzo, solitamente l’unica cosa che avevo dietro erano dei biscotti, delle merendine e un po’ di frutta secca. I grandi pasti (pranzo e cene) lì facevo nei paesi, dove si può trovare un alimentari, il supermercato (come a San Piero a Sieve) o comunque un ristorante/trattoria.

P.s: per le bottiglie d’acqua che mi sono portato erano tutte e tre in plastica. Sicuramente ci sarà da storcere il naso, e anche io per una questione ambinetale non uso mai bottiglie in plastica, ma la considerazione è una sola: la plastica pesa meno dell’alluminio, quindi per questi giorni ci sono passato sopra e ho optato per quelle. Cammino di Santiago docet.

DOVE HO DORMITO

Anche se ho preso la tenda mi sembra giusto dirvi dove ho pernottato, più tornarvi utile. Dunque per la prima tappa ho piantato la tenda al CIRCOLO MONTE ADONE, qui per 5€ vi fanno mettere la tenda e fare la doccia con l’acqua calda, ha anche il bar e i bagni sono ben tenuti, c’è anche possibilità di lavarsi i panni a mano. Sopra il camping c’è anche il ristorante. Per il secondo posto NON ANDATE AL CAMPING LA FUTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ora vi racconto il motivo: secondo giorno, dopo 39 km di camminata arriviamo al “camping la futa”, che si trova appunto al passo della Futa, noi non avevamo prenotato, eravamo in 4 con tre tende piccole, quindi pensavamo che non fosse un così grosso problema, trattandosi di un camping. All’ingresso la signora ci fa “avevate chiamato?”, e noi “no” ovviamente, lei quindi continua così “ah mi dispiace ma non ho posto, magari potete provare al camping il sergente, lui è buono, forse un posto ve lo trova”, immaginate quindi dopo aver camminato 10 ore come ci siamo sentiti alle quattro e mezzo del pomeriggio, il cervello aveva resettato tutto dopo il no, ed eravamo ancora più a pezzi. Almeno alla nostra richiesta di chiamare lei per conto nostro ha accettato e ci ha prenotato.  E poi lo smacco finale, mentre eravamo seduti fuori a bere un po’ di coca cola per preparaci ai 3 km che ci separavano dal nostro pernottamento, esce un tipo, credo un co-proprietario, che ci dice “se volete potete rimanere”, meno male che ci ha pensato Mattia a rispondere con un secco NO, perché personalmente non è che connettevo molto.

Che poi voi direte “eh però non è che vi potete lamentare”, beh considerando che poi i ragazzi siciliani che abbiamo conosciuto facendo questa via degli dei e un’altra coppia, ragazzo e ragazza, sono andati lì dopo di noi, senza chiamare, e a loro li ha fatti accampare, in più uno dei ragazzi ci ha detto che di posto ce ne stava per piazzare altre tende. La considerazione nostra è che il camping la futa non è proprio adatto ai camminatori, prediligono una clientele d’elite, di villeggianti o che.

VOTO 10 al CAMPING IL SERGENTE, e non solo perché ci ha accolti dopo 42 km, ma perché ci siamo trovati proprio bene, anche lui ha una piccola piscina, una parte dove far mettere le tende e un bar/ristorante, il personale è stato sempre gentile, anche quando abbiamo chiesto consigli su dove dormire il giorno dopo volendo allungare la tappa dopo San Piero a Sieve. I bagni e le docce sono tenuti bene, per 6 € si può anche utilizzare la lavatrice e l’asciugatrice, siccome i ragazzi non avevano niente da lavare, io mi sono lavato le cose del giorno del cammino a mano, e poi per 2€ ho utilizzato l’asciugatrice, data l’ora era impossibile che si sarebbero asciugati per la mattina successiva. Il prezzo per mettere la tenda è stato di 10€. Infine c’era spesso posizionate colonnine con il disinfettante gel. Consigliatissimo!!

Terza e ultima notte trascorsa al b&b PODERUZZO, che è un 1 km circa sotto Tagliaferro, sempre sul percorso della via degli dei. VOTO 11. Sofie, la proprietaria, è stata gentilissima, ci ha fatto mettere le tende sulla parte verde che aveva davanti al b&b, appena arrivati ci ha poi chiesto “volete delle birre?” cavolo sì, direi che ci vogliono, anche quel giorno avevamo fatto un bel po’ di km, e da San Piero a Sieve eravamo partiti verso le 3 con una bella afa. Ha preparato lei la cena, semplice ma spettacolare (vedere foto sotto) e ci ha fatto compagnia nel dopo cena. Ci ha poi permesso di usufruire della lavatrice senza chiederci niente in più. Non so di preciso quante camere abbia a disposizione, sinceramente non ci ho fatto troppo caso, però sono carine e ben tenute. Per le tende noi ne abbiamo piazzate 3 e c’era ancora posto, in ogni caso meglio chiamare per sicurezza. Peccato davvero che non sia nella guida perché è super tattico. Richiamando alla mente tutti i posti del Cammino di Santiago dove ho dormito questo è entrato nel podio, se dovessi rifarla pernotterei ancora qui, magari in camera.

PERCHÉ FARE LA VIA DEGLI DEI

Tutto sommato non porta via tanto tempo, in cinque giorni si fa bene secondo me, ma allo stesso tempo si affrontano salite e discese in un panorama davvero unico, attraverso l’appennino e i suoi boschi. C’è anche il fattore storico, ripercorrere una strada utilizzata fin dal tempo dei romani è affascinante, certo come detto il percorso coincide “solo” per il 65% con la vecchia strada romana, però è comunque bello. Dai video e dai racconti anche l’autunno ha il suo fascino, con i suoi colori e i suoi profumi, però ovviamente uno deve partire in base ai giorni che riesce a ritagliarsi. Bologna e Firenze poi sono facilmente raggiungibili in treno, e credo sia per questo che si spiega l’aumento come numero di camminatori negli ultimi anni. Sì. Merita davvero!!!

LINK UTILI

Vi riporto di seguito alcuni link in cui vengono raccontate le proprie esperienze e forniti consigli sulla via degli dei, io li ho trovati molto utili.

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